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Pesca eccezionale a Lampedusa: i ricercatori dell'ISPRA, impegnati dall'inizio dell'anno a raccogliere dati sulla biodiversità marina nel Canale di Sicilia, si son visti consegnare da un pescatore una femmina di squalo bianco, di appena 1.6 metri di lunghezza, catturata con una rete a strascico. Lo squalo bianco, una delle specie più a rischio di estinzione, inseguita in tutti i mari del pianeta, drasticamente ridotta nel Mediterraneo a causa della pesca sembra aver scelto il mare di Sicilia per venire a riprodursi.
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I Ricercatori dell’ISPRA, armati di telecamere a infrarossi, sono entrati in azione dietro le dune di Capocotta, nel cuore della notte, per catturare con l’obiettivo le sagome degli animali che popolano la riserva di Castel Porziano. Le straordinarie immagini, di cui il video offre una breve sequenza, si riferiscono alla ricca e straordinaria biodiversità che popola questa zona. Istrici, caprioli, daini, cervi, volpi, lepri, martore e cinghiali, approfittano del buio per uscire allo scoperto in un’area a ridosso della città di Roma. Protetti dall’oscurità gli esemplari - che popolano i 5800 ettari dell’Agro Romano, perfettamente conservati - vanno alla ricerca di cibo nella fitta vegetazione.
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Il foglio esamina un’area situata a nord-est della capitale, compresa in gran parte nel bacino del Fiume Tevere. Fornisce gli elementi di dettaglio per ricostruire l’evoluzione del paesaggio fisico di un settore dell’Appennino centrale dalla sua emersione ad oggi. Permette, attraverso la rappresentazione dei fenomeni attivi, di valutare la pericolosità del territorio per la programmazione degli interventi di pianificazione.
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Nel volume sono raccolti i contributi presentati in occasione del 2° Workshop internazionale sui sinkholes dal titolo: “I sinkholes. Gli sprofondamenti catastrofici nell’ambiente naturale ed in quello antropizzato”, organizzato dall’ISPRA - Dipartimento Difesa del Suolo, a Roma, il 3-4 Dicembre 2009. Il meeting ha riscosso un notevole successo scientifico e di partecipazione, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, degli operatori del settore e del mondo accademico.
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Con il termine “sito contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee, le cui concentrazioni superano quelle imposte dalla normativa.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 2010 è stato pubblicato il Decreto 21 maggio 2010 n. 123 del Ministero dell'Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare "Regolamento recante norme concernenti la fusione dell’APAT, dell’INFS e dell’ICRAM in un unico istituto, denominato Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), a norma dell’articolo 28, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133".
Rettifica della composizione delle commissioni esaminatrici
ContinuaL'Appennino nella Geologia del Mediterraneo Centrale
Workshop
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Seminario
ContinuaMetodologie di analisi multidisciplinare per la valutazione del Rischio territoriale